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Dettagli progetto
Humanitas Congress Center
design Studio FTA - Filippo Taidelli
2019
segnalato da Casalgrande Padana
Il nuovo padiglione di ingresso al Centro Congressi Humanitas è stato concepito come ampliamento di 600 mq del padiglione ospedaliero che attualmente ospita il Centro Congressi, con lo scopo di realizzare un accesso indipendente dall’ambito sanitario alle sale congressuali esistenti.
Lo spirito che ha accompagnato questo scopo è stato contraddistinto dall’intenzione di coniugare la rappresentatività che doveva necessariamente caratterizzare il nuovo ambiente, con le caratteristiche formali del corpo esistente.
Il progetto sorge al confine tra i Comuni di Rozzano e Pieve Emanuele e si colloca come elemento di passaggio tra il mondo ospedaliero e il parco del nuovo Campus universitario, in cui sorgono i nuovi edifici della didattica e i laboratori di ricerca.

La scelta delle caratteristiche dell’aspetto della nuova hall di ingresso al Centro Congressi è ricaduta su una rilettura degli elementi formali presenti in loco e una loro riattualizzazione che si rifà a quanto adottato nelle nuove costruzioni dell’Humanitas University Campus.

È stata utilizzata una facciata ventilata in grès porcellanato, formato 60x120 cm della collezione Marte, nella tonalità più simile al rivestimento dell’edificio preesistente (color Botticino), con una superficie naturale, ancorata a una struttura leggera fissata alla muratura retrostante; interposto alla muratura è previsto un isolamento termico continuo che avvolge l’intero corpo di fabbrica.
Il tipo di posa è stato modificato rispetto all’edificio esistente, e, da una tipologia di posa regolare si è optato per una posa a correre sfalsata sul lato corto, uguale al disegno utilizzato per il rivestimento degli edifici del campus universitario.

La scatola vetrata che si connette al padiglione ospedaliero si configura come un volume etereo che consente grande trasparenza e visibilità sia dall'interno che dall’esterno e si trasforma in una lanterna quando illuminato di notte.

Nel gioco di volumi dall’aspetto lapideo, un’ulteriore elemento di rottura, è costituito da un’ampia vetrata rivolta a sud‐est che inquadra il parco del vicino Campus universitario, filtrata da elementi di ordine gigante che scandiscono il ritmo della facciata vetrata e contribuiscono a ombreggiarla.
Il massimo sfruttamento delle superfici in vetro, consente di ottimizzare l’apporto di luce naturale e garantisce continuità tra interno ed esterno.



Dentro, l’edificio è stato concepito come uno spazio flessibile su cui affacciano ambienti di servizio; questa distribuzione permette quindi di ospitare diverse configurazioni per molteplici attività: convegni, conferenze, presentazioni o party, oltre alla principale funzione di foyer delle sale congressuali.

Un rivestimento fonoassorbente avvolge le pareti interne prospicenti l’ingresso all’edificio, formando una quinta uniforme che si interrompe solo nelle anse vetrate che segnalano gli ingressi agli ambienti di servizio, garantendo la grande fluidità dello spazio senza comprometterne in comfort acustico.
Un pavimento uniforme in grès porcellanato Casalgrande Padana dalle tonalità neutre della collezione Chalon (Color Chalon Grey), fa da sfondo e prosegue come un tappeto senza fine anche negli spazi esterni all’edificio.
All’occorrenza, le attività interne possono essere infatti svolte anche all’esterno, che è stato attrezzato per poter essere fruito come naturale estensione degli ambienti interni.

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